Sulle tracce di Václav Havel

Sulle tracce di Václav Havel

La Repubblica Ceca celebra i 30 anni dalla Rivoluzione di velluto. Una delle personalità più importanti dell'epoca era il drammaturgo, saggista ed ex presidente Václav Havel.

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Trent'anni fa, i cechi hanno deciso di non vivere più in un paese con un regime comunista e hanno scelto la libertà e la democrazia. La cosiddetta Rivoluzione di velluto, avvenuta nel novembre 1989, ha avuto diversi protagonisti, ma Václav Havel, futuro presidente cecoslovacco e ceco, ha lasciato il segno più di ogni altro nelle coscienze delle persone di tutto il mondo. È stato drammaturgo, scrittore, tecnico teatrale e, nella primavera del 1989, era ancora un prigioniero politico. Tuttavia, gli eventi del novembre 1989 lo portarono al Castello di Praga, la sede dei presidenti cechi, dove è rimasto fino al 2003.

L'ultimo presidente cecoslovacco e il primo presidente ceco

Václav Havel nacque nell'ottobre del 1936 da un'importante famiglia di imprenditori e intellettuali praghesi, che a Praga possedeva diversi beni immobili. Tra questi, citiamo in particolare il Palazzo Lucerna, completato poco dopo la prima guerra mondiale, situato nei pressi di piazza San Venceslao. Nella galleria del palazzo è ancora possibile visitare la caffetteria in stile tardo liberty o il cinema più vecchio ancora in servizio a Praga, con una ricca decorazione a stucco, e assistere a concerti. Nella galleria Lucerna si trova inoltre la celebre statua di David Černý chiamata "Il cavallo", una parodia di uno dei simboli cechi: la statua di San Venceslao sita nell'omonima piazza. In casi eccezionali è accessibile anche il tetto del Palazzo Lucerna, che offre vedute uniche non solo del Castello di Praga, ma anche del Museo Nazionale, che è stato ristrutturato di recente.

Dopo la seconda guerra mondiale, Havel frequentò l'allora collegio d'élite di Poděbrady. Non terminò gli studi all'università e nel 1959 entrò finalmente nell'ambiente che sentiva suo: iniziò a lavorare nei teatri di Praga.

Havel a teatro

Fu attivo soprattutto presso il Teatro "na Zábradlí" (sulla Ringhiera), non lontano dal Ponte Carlo. Anche se Havel iniziò a lavorare come tecnico di palcoscenico, divenne presto drammaturgo e, in seguito, assistente alla regia. Nel 1963, proprio al Teatro na Zábradlí presentò per la prima volta la sua opera Zahradní slavnost (Festa in giardino). Nella programmazione del teatro figurano ancora oggi opere di Havel, anche con sottotitoli in inglese, e l'opera teatrale Velvet Havel sulla vita dell'ex presidente ha ottenuto numerosi premi teatrali. Se andate a teatro, visitate la vicina caffetteria Slavia a Národní třída (Corso Nazionale). Nella seconda metà del XX secolo, era il luogo in cui si incontravano persone insoddisfatte del regime comunista. Tra loro c'era anche Václav Havel.

La vita prima della caduta del regime comunista

Nel 1968, le truppe sovietiche invasero la Cecoslovacchia e posero fine al lento rinnovamento del regime che si stava aprendo sempre più al mondo. Fu reintrodotta la censura della stampa e decine di migliaia di persone decisero di emigrare nell'Occidente democratico. Václav Havel iniziò a richiamare l'attenzione sulla violazione dei diritti umani e sui prigionieri politici in Cecoslovacchia. Per questo motivo, Havel fu condannato a quattro anni e mezzo di carcere. Scontò la sua pena nelle carceri di Praga e Plzeň.

Più le opere di Havel erano vietate in Cecoslovacchia, più i suoi spettacoli venivano rappresentati all'estero. Negli anni '80, Václav Havel viveva sul lungofiume Rašínovo nábřeží a Praga, dove oggi si erge l'iconica Casa danzante. L'idea di costruire qualcosa in uno spazio vuoto, creatosi dopo un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, venne nel corso dell'incontro tra Havel e l'architetto Vlado Milunić. Il progetto Ginger e Fred, soprannome dato alla Casa danzante, ha avuto inizio negli anni '90 e si deve al famoso architetto Frank O. Gehry.

La rivoluzione e il periodo presidenziale

Il 17 novembre 1989, il regime represse molto duramente una manifestazione pacifica di studenti a Národní třída (Corso Nazionale). Oggi, gli eventi sono ricordati da una lapide commemorativa del 17 novembre chiamata Ruce (Mani), la quale è affissa sulle pareti di un palazzo di Národní třída. In conseguenza della rivoluzione, il partito comunista abbandonò il potere assoluto e si tennero le prime elezioni libere, in cui le persone potevano scegliere tra diversi partiti politici. Václav Havel divenne presidente e restò in carica per tredici anni.

Impose l'apertura del complesso del Castello di Praga al pubblico, il restauro dei suoi giardini e del Fossato dei cervi (Jelení příkop). Per questo motivo, ora è possibile ammirare uno dei più grandi complessi di castello al mondo. Non lontano da Praga, nella Boemia centrale, rese accessibili i giardini della residenza estiva dei presidenti presso il Castello di Lány. Nel 2003, ha concluso l'ultimo mandato presidenziale consentito dalla Costituzione. È morto nel 2011, all'età di 75 anni. Oggi, in suo onore, portano il suo nome l'aeroporto di Praga e la piazza presso il Teatro Nazionale.